Intervista a Paolo Fabbri – Apparato bibliografico – parti 7/8

  1. Per una prima approssimazione, ovviamente non esaustiva, alle considerazioni di U. Eco circa il processo di affermazione istituzionale della semiotica si può far riferimento a una conversazione pubblicata nel volume di Bettetini, Non solo semiotica: cinquant’anni di studi sulla comunicazione [2011].

  2. Paolo Fabbri si è espresso in molti luoghi sulla distinzione tra semiotica generale e semiotica applicata, a mero titolo di esempio si leggano le poche righe dedicate a tal proposito in una intervista pubblicata dal Corriere delle sera nel 1997 dal titolo, redazionale, Semiotica, la guerra dei trant’anni: “La distinzione che lui [ndr: U. Eco] ha operato tra disciplina pura e applicata, ponendo da un lato la semiotica generale, teorica, ridotta in pratica a filosofia del linguaggio, e dall’altro la semiotica con le unghie sporche di pubblicità o altro, non solo è una separazione puramente retorica, che nessuno scienziato farebbe mai, ma soprattutto è un errore, perché così l’intera disciplina ha perso forza e influenza”.

  3. Il tentativo di ideare ed edificare una storia della semiotica intesa come teoria del segno conta ad oggi molti contributi, basti pensare a opere come: (i) In principio era il segno: momenti di storia della semiotica nell’antichità classica, di Giovanni Manetti [Bompiani, 2013]; La semiotica del XIII secolo: tra arti liberali e teologia, di Costantino Marmo [Bompiani, 2010]; On the medieval theory of signs, a cura di Eco e Marmo [John Benjamins, 1989]; History of semiotics, a cura di Eschbach e Trabant [John Benjamins, 1983].

    Una introduzione utile alla storia delle teorie del segno è il volume di Deely, Basics of semiotics, pubblicato in prima edizione nel 1990 e riedito in edizione aggiornata nel 2005.

    Si può far riferimento, infine, alla rivista Blytiri, edita a partire dal 2012 dalla casa editrice ETS.

  4. Per una esposizione critica dell’uso dei termini “semiologia” e “semiotica” in Benveniste si vedano due saggi di Claudine Normand, Constitution de la sémiologie chez Benveniste [Histoire Épistémologe Langage, volume 11, n. 11-2, 1989], e, soprattutto, Sémiologie, Sémiotique, Sémantique : remarques sur l’emploi de ces termes par Émile Benveniste[Link, 44/2001]. Si veda inoltre la già citata introduzione di Fabbri al volume Essere di parola. Semantica, soggettività, cultura [Bruno Mondadori, 2009].

  5. Per una prima introduzione alla relazione tra fenomenologia e semiotica si vedano: (i) l’opera di Coquet, in traduzione italiana, Le istanze enuncianti. Fenomenologia e Semiotica [Bruno Mondadori, 2008], curata e introdotta da Fabbri; (ii) il volume di Greimas dal titolo, nella traduzione italiana di Gianfranco Marrone, Dell’imperfezione [Sellerio, 1988], con introduzione di Paolo Fabbri; (iii) il primo volume delle Ricerche semiotiche di Francesco Marsciani [Esculapio, 2012].

  6. Il saggio di Greimas dedicato all’opera di Saussure, in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione del Corso di linguistica generale, è L’attualità del saussurismo. L’originale francese fu pubblicato per la prima volta nel 1956 nel numero 24 della rivista Le français moderne. La traduzione italiana, di Gianfranco Marrone, pubblicata per la prima volta nel volume Miti e figure, a cura di Francesco Marsciani, è stata riedita di recente nei Documenti di lavoro del CiSS di Urbino, con una introduzione di Paolo Fabbri.

  7. In riferimento all’opera di Saussure e alla sua interpretazione critica si veda anche il saggio di Merleau-Ponty, Éloge de la philosophie [1953], in cui Merleau-Ponty riflette, tra le altre cose, sul contributo di Saussure alla fondazione di una filosofia della storia rinnovata che metta in luce la relazione dialettica tra contingenza e senso.

  8. Greimas dà alcuni riferimenti circa le influenze su di lui esercitate dalle ricerche di Merleau-Ponty, da un lato, e di Reichenbach, dall’altro, nel già citato saggio dal titolo, in traduzione italiana, Greimas in discussione, pubblicato nel volume Miti e figure [Esculapio, 1995].

  9. L’intervista a Greimas citata fu pubblicata sul quotidiano Le Monde il 7 giungo 1974, con il titolo Une tradition de rigueur. Entretien avec A.J. Greimas.

  10. Per una prima approssimazione ai concetti di analisi e catalisi si può far riferimento ai due lemmi, analisi e catalisi per l’appunto, del volume, in traduzione italiana, Semiotica. Dizionario ragionato della teoria del linguaggio [Bruno Mondadori, 2007], con prefazione di Paolo Fabbri.

  11. Per una introduzione critica al concetto di comparazione nelle scienze umane si può far riferimento ad alcune opere di François Jullien. Di Jullien, Paolo Fabbri ha introdotto la traduzione italiana, a cura di Francesco Marsciani, del volume Éloge de la fadeur [1991]. Fabbri ha altresì curato l’opera di Jullien, in traduzione italiana, L’ansa e l’accesso, pubblicata nel 2011 dalla casa editrice Mimesis. Infine, per una prima introduzione alle riflessioni di Jullien sul concetto di alterità si veda il volume L’écart et l’entre. Leçon inaugurale de la Chaire sur l’altérité [2012], lezione di cui la Fondation Maison des sciences de l’homme ha pubblicato un brevissimo estratto; è di recentissima pubblicazione per Mimesis la traduzione italiana, a cura di Marcello Ghilardi.

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