{"id":276,"date":"2012-10-16T13:53:17","date_gmt":"2012-10-16T13:53:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/?p=276"},"modified":"2012-11-22T12:08:50","modified_gmt":"2012-11-22T11:08:50","slug":"settimo-incontro-11-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/settimo-incontro-11-12\/","title":{"rendered":"Settimo incontro 11-12"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 15 marzo, alle ore 14:00, presso il Dipartimento delle Arti visive, P.zzetta Giorgio Morandi 2, si terr\u00e0 il settimo incontro dell\u2019edizione 2011\/2012 del \u201cSeminario sui fondamenti\u201d. Il Seminario \u00e8 associato agli insegnamenti di Semiotica e Semiotica Strutturale e Generativa (Prof. Marsciani) dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p>La relazione, dal titolo <strong>&#8220;Il soggetto, l&#8217;oggetto, l&#8217;agente e il paziente&#8221;<\/strong>, sar\u00e0 tenuta dal dott. <strong>Francesco Galofaro<\/strong>.<\/p>\n<div>\n<p><strong>Francesco Galofaro<\/strong> \u00e8 dottore di ricerca in semiotica. Insegna presso l&#8217;Istituto Europeo del Design di Milano. \u00c8 co-fondatore e redattore della rivista Ocula e collaboratore occasionale di Alfabeta2. \u00c8 autore di Eluana Englaro, la contesa sulla fine della vita, Meltemi e di Etica della ricerca medica ed identit\u00e0 culturale europea, CLUEB. I suoi articoli scientifici sono disponibili su Academia.edu. Principali aree di ricerca: salute, cultural heritage, musicologia. Ama le letterature centroeuropee e gioca a scacchi quasi come Anand.<\/p>\n<\/div>\n<div>Abstract:<br \/>\nHo attualmente due ricerche in corso. La prima \u00e8 una analisi dei racconti di pazienti affetti da dolore cronico con gli strumenti della semiotica narrativa. La seconda estende gli stessi strumenti al racconto dei pazienti affetti da schizofrenia. La semiotica dispone della nozione di un percorso narrativo canonico, uno strumento molto potente perch\u00e9 \u00e8 standard e si presta ad effettuare comparazioni. La mia ricerca mira a sottolineare le particolarit\u00e0 che contraddistinguono il discorso del paziente affetto da dolore cronico o quello schizofrenico.<\/p>\n<div>Vi \u00e8 per\u00f2 una domanda di carattere metodologico che non pu\u00f2 essere elusa. Da anni la psicologia qualitativa impiega tecniche di analisi del discorso e della narrazione. Cosa ha da offrire lo sguardo semiotico alle ricerche in atto in questo campo? E&#8217; solo un&#8217;altro metodo, per quanto pi\u00f9 affidabile, o c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9?<br \/>\nUna parte della psicologia qualitativa oggi si ispira pi\u00f9 o meno direttamente alla fenomenologia di Husserl, in particolare ad una concezione per la quale il Soggetto costituirebbe una terna di elementi mutuamente irriducibili insieme a Significato e Mondo. Nello sposare questa posizione, la psicologia la tradisce immediatamente, essendo interessata pi\u00f9 all&#8217;articolazione plurale dei soggetti empirici che all&#8217;analisi delle caratteristiche ontologiche del Soggetto ontologico. Pure, la psicologia accorda ai soggetti una autonomia rispetto al significato ed al linguaggio. Nella tradizione semiotica, invece, i soggetti sono precipuamente formazioni discorsive. Perch\u00e9 la psicologia prenda in considerazione questa alternativa, occorre dispiegarne fino in fondo le conseguenze: il gioco di un mutamento epistemologico non varrebbe la candela di un risultato equivalente in termini analitici. Per mal che vada, avremo scoperto che il confronto sul soggetto tra semiotici e psicologi \u00e8 un caso di omonimia.<br \/>\nLa tradizione linguistica sottesa allo strutturalismo ha sempre teso al dissolvimento del soggetto per motivazioni eminentemente scientifiche. La costruzione soggetto \u2013 oggetto \u00e8 relativa ad alcune lingue, mentre in altre, che prenderemo in considerazione, si trovano costruzioni agentive ed assolutive. Vedremo gli esiti di questa osservazione nei modelli di Martinet e soprattutto di Tesni\u00e8re, da cui Greimas eredita la nozione di attante e quella di sintassi profonda.<br \/>\nUn&#8217;altra difficolt\u00e0 della nozione di soggetto \u00e8 il suo legame con la morfologia della lingua. Hjelmslev trova la nozione troppo legata ad una indebita generalizzazione della grammatica del Latino e dichiara che il nominativo non \u00e8 un caso; sulla sua scorta Anderson analizza il nominativo come termine neutro di una categoria che vede contrapposti locativo e ablativo. Il soggetto diviene cos\u00ec un \u201cluogo\u201d testuale.<br \/>\nAgli occhi di Foucault, la dissoluzione del soggetto operato dalla linguistica strutturale ne ha fatto una anti-scienza umana. Ricordo che egli contrapponeva alla triade delle scienze che hanno l&#8217;uomo per oggetto (psicologia, sociologia, analisi linguistica della letteratura) tre anti-scienze che ne hanno un concetto relazionale (psicoanalisi, antropologia, linguistica). Attraverso i concetti e i metodi della linguistica strutturale la semiotica ne ha ereditato la concezione del soggetto. Penso a Metz che, riflettendo sull&#8217;opposizione tra storia e discorso di Benveniste, si risolve per l&#8217;impersonalit\u00e0 dell&#8217;enunciazione cinematografica; penso alla concezione di Lotman per cui la cultura si compone di una serie di sistemi modellizzanti. Oggi una parte della semiotica francese ha conosciuto una svolta fenomenologica. A mio parere deve ancora rispondere alla domanda che le rivolgono Marsciani e Pezzini: \u00e8 possibile porre un soggetto come pre-condizione della semiotica senza snaturarla? Ma non voglio rispondere a questa domanda, quanto piuttosto sottolineare i vantaggi di una semiotica che rimanga distinta dalla psicologia qualitativa e continui a considerare la concezione positiva, metafisica, unitaria del soggetto come un passo falso indotto dal linguaggio. Vi propongo per un attimo di considerare il soggetto come qualcosa che non c&#8217;\u00e8, essendo null&#8217;altro che un insieme di relazioni locali presenti nella lingua, che corrisponde ad una rete di relazioni sociali studiata dall&#8217;etnometodologia, e ad un insieme di relazioni intrapsichiche studiate dalla psicoanalisi \u2013 per lo meno da quella che sostiene che queste relazioni sono linguistiche. Quel che crediamo \u201csoggetto\u201d \u00e8 un complesso di modalit\u00e0 locali o &#8216;etno&#8217;, essenzialmente discorsive, che si danno nel contesto dell&#8217;interazione nel mondo (altro elemento della terna che non \u00e8 lecito postulare come autonomo).<br \/>\nUna conseguenza interessante \u00e8 la seguente: grande attenzione andr\u00e0 attribuita, nell&#8217;analisi del discorso del dolore cronico \u2013 ma anche della schizofrenia \u2013 alle modalit\u00e0 attraverso cui l&#8217;enunciatore si costituisce \u2013 o fallisce nel costituirsi \u2013 come soggetto. Alla tensione tra un dovere essere, il suo dover fare, imposti dalla propria condizione di malattia e contemporaneamente dalla societ\u00e0, e il suo volere essere, il suo non-poter fare. Una grande attenzione va attribuita al ruolo attanziale che in questi racconti \u00e8 attribuito al medico, un destinante che non mantiene la promessa di guarigione che la nostra cultura gli attribuisce e che spesso si fa opponente o peggio anti-soggetto; al ruolo della famiglia, delle relazioni sociali del paziente e via discorrendo. Un risultato interessante della mia ricerca sul dolore cronico riguarda l&#8217;impossibilit\u00e0 per questi pazienti di conferire la forma di un percorso narrativo canonico al racconto della propria esperienza \u2013 ne deriva una impossibilit\u00e0 di conferirle un senso compiuto, di razionalizzarla, e infine di realizzarsi in quanto soggetti. Ecco perch\u00e9 non possiamo dare per scontata l&#8217;esistenza di un soggetto unitario pre-semiotico: cosa \u00e8 di preciso questo soggetto pre-semiotico, se il paziente non \u00e8 in grado di realizzarsi come un soggetto d&#8217;altro tipo, ossia narrativo-esperienziale? Rimarrebbe un puro posto vuoto, una pre-significazione che non diviene mai significazione in atto, un nulla. Ma ha senso parlare di una possibilit\u00e0 impossibile da realizzare?<strong>Bibliografia [Galofaro]<\/strong><\/p>\n<p>Anderson, J., 1971, The Grammar of the Case, London, Cambridge University Press;<br \/>\nCosta, V., Franzini, E., Spinicci, P., La fenomenologia, Einaudi, Torino;<br \/>\nFoucault, M., 1966, Les Mots et les Choses, Gallimard, Paris;<br \/>\nHjelmslev, L., 1935, \u201cLa cat\u00e9gorie des cas\u201d, in Acta Jurlandica 7, 1, pp. i &#8211; xii, 1 \u2013 184;<br \/>\nKorobov, N., 2001, Reconciling theory with method: From conversation analysis and critical discourse analysis to positioning analysis&#8221;. In Forum Qualitative Social Research, 2(3), <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.qualitative-research.net%2Ffqs%2Ffqs-eng.htm&amp;h=MAQE_FuAR&amp;s=1\" rel=\"nofollow nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/<wbr>www.qualitative-research.net\/<wbr>fqs\/fqs-eng.htm<\/wbr><\/wbr><\/a>;<br \/>\nMarsciani, F. e Pezzini, I., 1996, \u201cPremessa\u201d, in Greimas e Fontanille, Semiotica delle passioni, Bompiani, Milano;<br \/>\nMartinet, A., 1986, Des steppes aux oc\u00e9ans. L\u2019indo-europ\u00e9en et les &lt;&lt;Indo-europ\u00e9ens&gt;&gt;, Payot, Paris;<br \/>\nRizzi, P., L&#8217;analisi del discorso, in Del Corno &#8211; Rizzi (a cura di), 2010, La ricerca qualitativa in psicologia clinica, Raffaello Cortina Editore, Milano;<br \/>\nSpinelli, E., 1989, the Interpreted World: An Introduction to Phenomenological Psychology, Sage, London;<br \/>\nTesni\u00e8re, L., 1959, \u00c9lem\u00e9nts de syntaxe structurale, Klinksieck, Paris.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><strong>Di seguito alcuni saggi, gratuitamente reperibili in rete, di autori citati gioved\u00ec scorso durante la relazione e il dibattito:<\/strong>Deleuze, A quoi reconna\u00eet-on le structuralisme?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.structuralisme.fr\/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=36&amp;Itemid=82\" rel=\"nofollow nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/www.structuralisme.fr\/<wbr>index.php?option=com_content&amp;ta<wbr>sk=view&amp;id=36&amp;Itemid=82<\/wbr><\/wbr><\/a><\/p>\n<p>Galofaro, Lo strutturalismo che non muore [ndr: recensione de &#8220;Il periplo strutturale&#8221; di J.C. Milner]<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ocula.it\/files\/Milner_[397,539Kb].pdf\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ocula.it\/files\/<\/a><wbr><a href=\"http:\/\/www.ocula.it\/files\/Milner_[397,539Kb].pdf\" target=\"_blank\">Milner_[397,539Kb].pdf<\/a><\/wbr><\/p>\n<p>Korobov, Reconciling Theory with Method: From Conversation Analysis and Critical Discourse Analysis to Positioning Analysis<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.qualitative-research.net\/index.php\/fqs\/article\/view\/906\" rel=\"nofollow nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/<wbr>www.qualitative-research.net\/<wbr>index.php\/fqs\/article\/view\/906<\/wbr><\/wbr><\/a><\/p>\n<div>\n<p>Martinet, Function, structure and sound change<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ling.ohio-state.edu\/\/%7Eddurian\/AWAC\/martinet1952.pdf\" rel=\"nofollow nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/<wbr>www.ling.ohio-state.edu\/\/<wbr>~ddurian\/AWAC\/martinet1952.pdf<\/wbr><\/wbr><\/a><\/p>\n<p>Rastier, Prefazione alla terza edizione (2009) di &#8220;S\u00e9mantique interpr\u00e9tative&#8221;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.revue-texto.net\/docannexe\/file\/2129\/texto_preface_si_rastier.pdf\" rel=\"nofollow nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/www.revue-texto.net\/<wbr>docannexe\/file\/2129\/<wbr>texto_preface_si_rastier.pdf<\/wbr><\/wbr><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"excerpt\">Gioved\u00ec 15 marzo, alle ore 14:00, presso il Dipartimento delle Arti visive, P.zzetta Giorgio Morandi 2, si terr\u00e0 il settimo incontro dell\u2019edizione 2011\/2012 del \u201cSeminario sui fondamenti\u201d. 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La relazione, dal titolo &#8220;Il soggetto, l&#8217;oggetto, l&#8217;agente e il paziente&#8221;, sar\u00e0 tenuta dal dott.&hellip;<\/p>\n<p class=\"more-link-p\"><a class=\"btn btn-default\" href=\"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/settimo-incontro-11-12\/\">Read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ed2011-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=276"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":840,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions\/840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}