{"id":474,"date":"2012-10-23T19:50:57","date_gmt":"2012-10-23T19:50:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/?p=474"},"modified":"2013-03-20T17:43:14","modified_gmt":"2013-03-20T16:43:14","slug":"soggetto-significazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.marsciani.net\/seminario\/soggetto-significazione\/","title":{"rendered":"8 &#8211; Brevi su soggetto e significazione"},"content":{"rendered":"<div lang=\"it-IT\" dir=\"LTR\">\n<div lang=\"it-IT\" dir=\"LTR\">\n<p>\u2026Mi preme come sempre chiarire il discorso sulla soggettivit\u00e0, perch\u00e9 penso sia il punto nodale attorno a cui si intrecciano tutti i nostri problemi e perch\u00e9 (pi\u00f9 egoisticamente parlando) mi interessa per la tesi cui sto pensando.<\/p>\n<p>Lei diceva la volta scorsa che siamo comunque costretti a scegliere tra una ipotesi di tipo costruttivista o immanentista del soggetto rispetto al senso. Ebbene, io per farmi una idea coerente della situazione \u2013e anche Paolucci si rif\u00e0 in realt\u00e0 ad essa- penso al monadismo di Leibniz. Possiamo ipotizzare che il soggetto sia contemporaneamente attivo e passivo, pur non uscendo dal piano di immanenza. Nel senso che egli \u00e8 attivo in quanto monade che si pu\u00f2 spostare, ma contemporaneamente subisce in maniera riflessa tutti gli spostamenti che nell\u2019universo il suo movimento provoca. E sappiamo anche che l\u2019universo non esiste al di fuori della singola riflessione, al di fuori della sua realizzazione in ogni singola monade, rimane in s\u00e9 nel suo produrre. Vengono quindi a collassare uno sull\u2019altro i due piani che Sartre distingueva tra l\u2019essere in se e l\u2019essere per se, evitando di invischiarsi nel trascendente. Anche Deleuze quando parla di soggetto come superficie di riflessione, penso si rifaccia a questa idea e a Bergson. Cos\u00ec come quando spiega che gli attributi (le cose nel mondo) sono sia possibili (nella loro unicit\u00e0) che necessari (se presi come necessit\u00e0, come l\u2019Uno che ontologicamente si realizza).<\/p>\n<p>Questo si ricollega anche ad un altro discorso su cui vorrei chiederle un parere: quando lei parla di significazione come articolazione del senso, o senso del senso, non posso non pensare ad un passo di \u2013Spinoza e il segno dell\u2019espressione- di Deleuze, in cui parla di espressione dell\u2019espressione. Deleuze dice che c\u2019\u00e8 una espressione propria, e un\u2019espressione dell\u2019espressione che sarebbe il \u201cmodo\u201d, o se vogliamo la \u201cforma\u201d dell\u2019espressione. Bene, la cosa interessante \u00e8 che questo secondo livello di espressivit\u00e0 \u00e8 produttivo, nel senso che il modo in cui \u00e8 espressa una cosa va a modificarne la sostanza, innestando poi a mio parere il processo di semiosi illimitata. Io penso che il punto di fragilit\u00e0 o catastrofe non sia altro che questo: quando il senso SI VEDE, SI MOSTRA come ci\u00f2 che smette di essere prodotto e invece si produce, divenendo significazione in atto, ovvero quando le categorie non generano ma sono generate, quando il continuo emerge dal discontinuo e noi non siamo pi\u00f9 a bordo ma sul bordo, non possiamo pi\u00f9 decidere.<\/p>\n<p>Come quando siamo in treno e non possiamo capire se sia il nostro mezzo a iniziare a muoversi o quello vicino. Cos\u00ec la monade si muove o \u00e8 mossa. In questo momento nascono dubbi nei confronti della semiotica generativa, quando servono altri principi per spiegare, che non possono risolversi nemmeno nella categoria<\/p>\n<p>continuo-discontinuo come lei ipotizzava, cos\u00ec come lo<\/p>\n<p>sta fermo-si muove, \u00e8 alla base della comprensione dello spostamamento dei vagoni, ma nel momento della decisione sul quale si muove \u00e8 inerme, non mi pu\u00f2 dire nulla.<\/p>\n<p>Un principio che, deleuzianamente parlando, \u201csia in grado di liberarsi dell\u2019ipotesi da cui giunge (un po\u2019 come il rabarbaro), che fondi se stesso e fondi il movimento attraverso cui vi arriviamo; un procedimento che sia s\u00ec regressivo, ovvero unisca l\u2019effetto alla causa, ma anche progressivo, che escluda la finzione (ovvero mostri la semisoggettivit\u00e0) e vada da un ente all\u2019altro.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"excerpt\">\u2026Mi preme come sempre chiarire il discorso sulla soggettivit\u00e0, perch\u00e9 penso sia il punto nodale attorno a cui si intrecciano tutti i nostri problemi e perch\u00e9 (pi\u00f9 egoisticamente parlando) mi interessa per la tesi cui sto pensando. 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