Intervista a Paolo Fabbri – Apparato bibliografico – parte 4

  1. Per una primissima approssimazione a quegli aspetti dell’opera di Thom di maggior interesse per la riflessione semiotica, si possono leggere: (I) il saggio, in traduzione italiana, Strutture cicliche in semiotica; (II) l’introduzione di Paolo Fabbri a Thom, Morfologia del semiotico [Meltemi, 2006]; (III) la nota introduttiva di Fabbri a Thom, Salienza e pregnanza [Aracne, 2014].
  1. Per approfondire le riflessioni di Fabbri circa il contributo di Roman Jakobson all’affermazione istituzionale della semiotica si faccia riferimento al saggio di Jakobson dal titolo Quest for the essence of language, pubblicato nel 1965 dalla rivista Diogenes e al volume, in traduzione italiana, Lo sviluppo della semiotica [Bompiani, 1978], che include un saggio introduttivo di U. Eco dal titolo “Il pensiero semiotico di Jakobson”.
  1. I volumi di U. Eco citati durante la conversazione sono: (I) Eco, U., La struttura assente: introduzione alla ricerca semiologica, Milano: Bompiani, 1968; (II) Eco, U., Trattato di semiotica generale, Milano: Bompiani, 1975.
  1. Per una prima introduzione all’opera di Thomas A. Sebeok si vedano il saggio di Susan Petrilli e Augusto Ponzio, “A Tribute to Thomas A. Sebeok”, pubblicato dalla rivista Biosemiotics [volume 1, numero 1, 2008], e il volume a cura degli stessi autori I segni e la vita. La semiotica globale di Thomas Sebeok [Spirali, 2002].
  1. Rappresentano delle utili introduzioni ai lavori del Circolo linguistico di Praga (I) il volume di Savina Raynaud, Il Circolo linguistico di Praga (1926-1939): radici storiche e apporti teorici [Vita e Pensiero, 1990], e (II) il volume a cura di Josef Vachek, A Prague school reader in linguistics [Indiana University Press, 1964].

Le celebri tesi del Circolo, le tesi del ’29, sono disponibili nella traduzione italiana di Sergio Pautasso, Il Circolo linguistico di Praga: le tesi del ’29, pubblicate nel 1966 dall’editore Silva, con introduzione di Emilio Garroni.

  1. Per una prima introduzione alle nozioni fondamentali della teoria glossematica si veda: Siertsema, B., A study of glossematics: critical survey of its fundamental concepts, 2. ed., The Hague: M. Nijhoff, 1965.
  1. Le riflessioni di Benveniste circa la presenza di una qualche teoria linguistica nell’opera di Peirce si possono leggere nel suo saggio Sémiologie de la langue, apparso per la prima volta nella rivista Semiotica (volume 1, numero 1, 1969) e poi raccolto nel volume Problèmes de linguistique générale. Il saggio è disponibile in traduzione italiana nel volume: Benveniste, E., Essere di parola: semantica, soggettività, cultura, Roma: Bruno Mondadori, 2009 (con introduzione di Paolo Fabbri).
  1. Un tentativo di ricostruzione critica delle posizioni di Kant sul linguaggio è stato compiuto da Michael N. Forster, si veda il suo saggio “Kant’s philosophy of language?”, in Tijdschrift voor Filosofie 74/2012.

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