Un’edizione sperimentale.
A causa dei mutamenti organizzativi cui è stato costretto, per ragioni logistiche interne al Dipartimento, il Seminario ha dovuto parzialmente cambiare abitudini, dovendo accettare un tipo di progettazione meno omogenea nei contenuti e meno coerentemente programmata. I passaggi? Dopo le consuete due sedute col direttore che spiega a quale semiotica si fa riferimento quando si dice che questo seminario è un seminario dedicato alla semiotica e ai suoi fondamenti, sono seguite alcune letture o aggiornamenti di uscite editoriali o novità emergenti nel dibattito semiotico; alcuni approfondimenti sui temi sollevati dalla cosiddetta “svolta ontologica” in Antropologia; alcuni resoconti di ricerche in corso da parte di colleghi o giovani ricercatori. Nel complesso si è trattato di una edizione vivace e meno dispersiva di quanto si potesse temere, tenuto conto oltretutto delle modifiche organizzative in corso d’opera dovute allo scoppio della pandemia di COVID-19. Abbiamo imparato non solo a fare lezione online, ma a fare Seminario/Laboratorio online, il che non è la stessa cosa, per quel tanto che centrale ed essenziale, nel caso di un seminario, è la condivisione in sincronia e la partecipazione estesa, l’apertura di un dibattito vero, con i tempi e le modalità delle discussioni, delle perplessità e degli avanzamenti argomentativi estemporanei.